Agricoltura Spaziale, il (business) futuro è arrivato: come diventare un agricoltore sulla Luna?

Coltivare sulla Luna è una realtà più che un sogno – newscellulari.it

Il futuro si avvicina sempre di più: ESA e Solsys Mining aprono alla possibilità di coltivare piante sul suolo lunare.

Vivere nello spazio è un sogno che l’umanità si porta dietro da secoli. D’altronde l’immenso spazio blu che ci sovrasta ha sempre attirato l’attenzione di sognatori e filosofi. Cercare di comprendere a fondo i meccanismi che governano il cosmo, giustificare la presenza di uno spettacolo offerto dalle stelle notturne e spiegare i fenomeni fisici che avvengono nel cielo sono state chimere inseguite per migliaia di anni. Al giorno d’oggi questa spinta guidata dalla sconfinata curiosità ha portato risultati incredibili.

Qualche mese fa è stato lanciato nello spazio il James Webb Space Telescope, uno strumento che ha già iniziato a fornirci conoscenze sull’universo a cui prima non potevamo avere accesso. Una delle ultime scoperte, per esempio, ha messo in crisi la stessa teoria di formazione del cosmo. La notizia di oggi, invece, ha un carattere più pratico per quanto riguarda la possibilità di colonizzare la Luna in maniera stabile e definitiva. Uno degli scogli, in questo caso, sarebbe quello di raggiungere un’autonomia di sostentamento dal punto di vista alimentare. Come si può fare? ESA e Solsys Mining ci offrono la risposta.

Come coltivare sulla Luna: una guida studiata dall’ESA

Lo studio si basa sulla possibilità di utilizzare fertilizzanti in grado di rendere il suolo lunare adatto all’agricoltura. In realtà gli studi hanno dimostrato che nel terreno del nostro satellite ci sono abbastanza minerali per permettere la crescita delle piante. Le caratteristiche del suolo, però, non permetterebbero la germinazione delle radici in presenza di acqua. Per questo motivo una via può essere quella dell’agricoltura idroponica, in cui le radici vengono trattate con acqua ricca di nutrienti anche in assenza del classico suolo. Il progetto, guidato da vari enti capitanati da Solsys Mining, si chiama Enabling Lunar In-Situ Agriculture by Producing Fertilizer from Beneficiated Regolith.

L’agricoltura idroponica può essere un mezzo di sostentamento importante nella colonizzazione lunare – newscellulari.it

Un nome molto lungo ed esplicativo, che dimostra come al centro dello studio ci sia la regolite, un minerale. I principi alla base di questo metodo sono gli stessi dell’agricoltura idroponica, e i test hanno già permesso la coltivazione di peperoni, fagioli e pomodori. Data la deriva che sta subendo il nostro pianeta dovuta anche al nostro impatto sul clima, l’eso-agricoltura potrebbe essere l’unica via per la sopravvivenza dell’umanità in un futuro non troppo lontano.

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