Bitcoin | Se non li hai venduti mesi fa, ora sei ricco sfondato: ecco cosa sta accadendo

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Quella volatilità proprio delle crypto è croce e delizia. Soltanto qualche mese il numero choc figlio del crac di Ftx: due mila miliardi di dollari di investimenti bruciati in un amen.

Sembra preistoria, in realtà si sta parlando solo del 2022, un anno horribilis per bitcoin e crypto, alcune naufragate in ciò che gli esperti chiamano crypto-winter. A quanto pare l’inverno è passato, sta arrivando la primavera in quel mondo. E a primavera rifiorisce tutto.

Bitcoin scambiati in Nigeria a 38.000 dollari. Non siamo ancora ai numeri del 2021 quando la crypto delle crypto sfondò il muro dei 60000 dollari, ma siamo già a molto, molto, di più, del 2022.

ll prezzo è visibile sull’exchange nigeriano NairaEx, dove è quotato a 17,8 milioni di Naira. Ciò equivale a 38.600 dollari, nonostante Bitcoin sia scambiato a 23.200 dollari in tutto il mercato, il che significa che viene scambiato con un premio del 66% in Nigeria. Non poco. La domanda sorge spontanea. Perché?

La risposta va incentrata su una nazionale, quella africana, che ha deciso di puntare a una società senza contanti, spinta in primis dalle banche nigeriane. In tal senso sono stati implementati limiti sui prelievi bancomat, con i cittadini obbligati a ritirare al massimo 20.000 Naira al giorno (43 dollari sui tassi attuali) e massimo 100.000 a settimana (217 dollari, circa). La banca centrale ha anche prorogato il termine per il cambio delle vecchie banconote da parte dei cittadini, fino al 10 febbraio.

Non tutto quello che è bitcoin, luccica

Una mossa è stata ampiamente criticata, con gli analisti che hanno posto una domanda molto ovvia: in che modo l’emissione di nuove banconote riduce l’uso del contante? La Nigeria è la più grande economia dell’Africa e rimane fortemente dipendente dalla liquidità.

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Al netto di un quadro generale abbastanza chiaro, il popolo nigeriano mal digerire cambiamento: le code alle banche erano troppo numerose, senza contare che oltre duecento milioni di di nigeriani vivono in aree rurali e non hanno accesso alle banche, dove sono tenuti a scambiare banconote vecchie con nuove.

Il governo aveva annunciato un programma di appena una settimana prima della scadenza del 10 febbraio per aiutare coloro che vivevano in tali zone rurali tramite rappresentanti bancari, ma non sembra un escamotage che andrà a buon fine. Troppe per il momento le segnalazioni sulla carenza di nuove banconote, e il rischio flop è molto probabile. Senza dimenticare che tra poche settimana ci saranno le elezioni presidenziali, e tutto potrebbe cambiare. Intanto i bitcoin lì stanno volando.

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