Una AI che ti riconosce anche da incappucciato: ecco chi la sta già usando e per quale scopo

ChatGPT, ecco la nuova Intelligenza Artificiale – NewsCellulari.it

ChatGPT e soprattutto suo papà OpenAI, l’ha fatto capire a chiare lettere: il 2023 sarà l’anno degli ulteriori sviluppi dell’Intelligenza Artificiale, con tutto ciò che ne consegue.

L’ultima frontiera arriva addirittura dall’Iran, dove il governo locale sta sviluppando un algoritmo in grado di scovare il riconoscimento facciale le donne che infrangono le leggi sull’hijab, ossia quel famoso velo (non un burka) allacciato sotto la gola utilizzato dalle donne per coprire il capo e perfino le spalle.

La notizia ha fatto il giro del mondo e prosegue, volendo, il chiacchiericcio sull’Intelligenza artificiale, soprattutto per quel che concerne la tecnologia di riconoscimento facciale: molte le critiche, un po’ come ChatGPT (bandito dalle scuole pubbliche di New York in quanto stava aiutando gli alunni a barare nelle ricerche) non tanto per il suo scopo, ma per il suo l’utilizzo improprio. Che in regimi proprio come quelli vigenti in Iran, potrebbe diventare un modo (pesante) di tenere sotto controllo i cittadini.

E’ quello che starebbe già accadendo in Iran, dove già da settembre divampa la polemica e montano le proteste contro la legge obbligatoria sull’hijab che richiede alle donne di indossare una copertura per il viso in pubblico. Una disposizione rigorosamente applicata dalla cosiddetta polizia morale iraniana, molte le donne che non ci stanno, con conseguenti punizioni.

Negli ultimi mesi sono aumentate le proteste, con video pubblicati sui social di donne apertamente contrarie alla legge sull’hijab obbligatorio.

Un’AI che identifica movimenti inappropriati e insoliti anche con il volto coperto

Finora, la stampa internazionale ipotizza circa 600 morti nelle proteste mortali e nei disordini che sono arrivati a rappresentare la richiesta di maggiori diritti delle donne nel paese.

Donna con hijab – NewsCellulari.it

Ma il governo iraniano sembra voler andar dritto con le sue leggi, e avrebbe deciso addirittura di utilizzare le capacità di riconoscimento facciale per identificare le donne che infrangono le rigide leggi sull’hijab. In un’intervista a settembre, un rappresentante del governo ha affermato che il riconoscimento facciale “identifica movimenti inappropriati e insoliti“, inclusa la “mancata osservanza delle leggi sull’hijab“. Tutto questo, chiaramente, con l’utilizzo di un’Intelligenza Artificiale sempre più evoluta.

Secondo l’internazionale WiredLe donne potrebbero essere identificate confrontando i volti in un database di identità nazionale – si legge – in base al quale possono essere imposte multe e possono essere effettuati arresti. Molte donne vengono arrestate dalle loro case, il che indica che il riconoscimento facciale potrebbe essere già utilizzato dalle autorità iraniane”. Da qui una preoccupazione a livello globale. Insomma, l’Intelligenza Artificiale fa sempre più discutere.

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