Addio Canone Rai: puoi essere esente dalla tassa più odiata d’Italia, ma come?

Canone Rai – NewsCellulari.it

E’ la classica domanda che si pongono ancora oggi la maggior parte dei cittadini italiani: se io non vedo la RAI, perché devo pagare il canone.

Domanda lecita, anche se la risposta è insita in una legge dello Stato, aggiornata nel 2016, nell’articolo 1 commi da 152 a 159, della legge n. 208 del 2015. “E’ stata introdotta la presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica”.

Detenzione di un apparecchio televisivo, dunque: sono le parole chiavi che rispondono alla domanda dalle mille pistole: il canone RAI praticamente è insito in una (smart) tv. Chi ce l’ha in casa, praticamente tutti, devono pagare il canone. O quasi. Ci sono delle eccezioni, infatti, sul pagamento della tassa più odiata di Italia. Alcune, per esempio, vanno dimostrate entro il 31 gennaio 2023.

I primi sono propri quei (pochissimi) cittadini italiani che non hanno un apparecchio tv, pur essendo titolari di un’utenza elettrica ad uso domestico residenziale. Sicuramente questi non pagheranno il canone, a patto che facciano domanda all’Agenzia delle Entrate, direttamente sul sito pena il pagamento stesso.

La richiesta, infatti, ha un valore a tempo determinato, di un anno. E ogni santissimo anno, deve essere riformulata: nello specifico entro il 31 gennaio 2023 per essere esentati per l’intero anno, entro il 30 giugno 2023, invece, per essere esentati per il secondo semestre 2023, ossia quello da luglio a dicembre.

Dura lex, sed lex

Altre categorie, comunque, sono esenti dal pagamento del canone RAI. Gli anziani over 75, per esempio, sempre a patto che siano titolari di reddito non superiore a 8.000 euro e non abbiano altri conviventi con un reddito proprio in casa, ad esclusione di colf, badanti o collaboratori domestici.

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Se si compiono gli anni nel periodo compreso tra il 1° febbraio ed il 31 luglio – fanno sapere dall’Agenzia delle entrate – si ottiene il beneficio dal secondo semestre. Dopo aver presentato la richiesta di esonero la prima volta, gli over 75 non sono più tenuti a ripresentarla nel corso degli anni)”.

Le altre categorie che godono dell’esenzione sono gli invalidi civili, degenti in un casa di riposo. Ma anche i militari delle Forze Armate Italiane: quelli degli ospedali militari, delle Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate, oppure militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato. Esenti anche agenti diplomatici e consolari: “Solo per quei Paesi – ricorda l’Agenzia dell’Entrata – per cui è previsto lo stesso trattamento per i diplomatici italiani”. Per tutti gli altri bisogna pagare: dura lex, sed lex.

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