NASA avverte: nuovo brillamento Solare, pericolo per la Terra da non sottovalutare. Ecco quando

Bagliori solari, le preoccupazioni della NASA - NewsCellulari.it
Bagliori solari, le preoccupazioni della NASA – NewsCellulari.it

L’attenzione non è mai troppa, soprattutto quando si parla di fenomeno che accadono lassù, lontano dai nostri occhi.

Niente panico, per carità, ma la situazione potrebbe diventare incandescente. Dalla NASA si fa largo un’ipotesi che una violenta eruzione potrebbe cambiare il nostro pianeta in un attimo, oltre che distruggere le nostre comunicazioni per sempre.

A poche settimane da quel 23 febbraio, quando un astronomo giapponese, Daichi Fujii, il curatore responsabile della sezione astronomia presso il Museo della città di Hiratsuka in Giappone, ha notato un bagliore sul lato oscuro della luna non riconducibile assolutamente a un asteroide, ecco un altro fenomeno, stavolta riguardante il sole.

Secondo il National Aeronautics and Space Administration lo scorso venerdì 3 marzo ci sarebbe stato qualcosa di sorprendete nella stella madre del nostro sistema solare, un super-potente bagliore di classe X, che una navicella spaziale della NASA è riuscita a catturare in un video.

Il brillamento solare si è manifestato con un’intensa esplosione di radiazioni ad alta energia ed è stato registrato come X2.1 dai funzionari della NASA: il che significa che è stato particolarmente intenso, basti pensare che nella classificazione dei bagliori secondo gli scienziati il più potente è proprio quello classificato con la X, davanti alla M (media intesità) e alla C (il bagliore più debole).

Perdita di segnale e altri effetti insoliti

La potenza del bagliore dello scorso venerdì è ben visibile nei filmati catturati dal Solar Dynamics Observatory (SDO) in orbita terrestre della NASA, che studia il sole in dettaglio dal 2010. Le radiazioni del bagliore, eruttato da una macchia solare chiamata AR 3234, hanno causato un blackout radio a onde corte su Nord e Sud America, secondo SpaceWeather.com. “Gli aviatori e gli operatori radioamatori potrebbero aver notato la perdita di segnale e altri effetti di propagazione insoliti a frequenze inferiori a 30 MHz per un’ora dopo il bagliore“, ha ipotizzato SpaceWeather.com.

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Il nostro sole, la stella madre del sistema solare – NewsCellulari.it

Secondo le info della NASA i potenti brillamenti sono spesso accompagnati da espulsioni di massa coronale (CME), che inviano enormi nubi di plasma solare nello spazio a milioni di miglia all’ora. Queste nuvole possono generare tempeste geomagnetiche qui sulla Terra, che a loro volta possono influenzare le reti elettriche e i veicoli spaziali in orbita, oltre a potenziare i display aurorali del nostro pianeta.

Al momento non ci sono risposte se una CME sia esplosa in concerto con il bagliore X2.1 dello scorso 3 marzo. Quelle risposte, però, la NASA ha intenzione di fornirle al più presto.